Oggigiorno ci troviamo davanti una svolta ecologica mondiale che sarà possibile solo se diventiamo ecologici anche dentro di noi, nei nostri pensieri e nei nostri atti

“Può darsi che non siete responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fatte nulla per cambiarla”

Martin Luther King

Durante la mia lunga esperienza professionale e nella vita di tutti i giorni ho osservato una assai strana e ben radicata visione della vita nell’essere umano, dove l’autolesionismo e l’autodistruzione fanno parte dello stile di vita preferito. Quando suggerivo alle persone di smettere di fumare, di bere alcol, di assumere stupefacenti, di mangiare male e di stare ore davanti agli schermi con immagini violente tutti mi rispondevano con la frase tipo “ma lei vuole proprio togliermi tutti i piaceri”. Così l’essere umano trasforma la sua preziosa energia vitale in soldi che vanno nelle tasche altrui.

Quando suggerivo alle persone di relazionarsi con gli altri con gioia e gratitudine, tralasciando l’odio, la rabbia, il rancore, la vendetta, l’invidia, la gelosia e la pretesa; le risposte erano, oltre alle espressioni non verbali di circostanza, “neanche morto/a”!.

Ignaro, l’essere umano, durante tutta la vita, orienta l’espressione dei propri geni verso la via della distruzione e della malattia. Ora anche la scienza dimostra come l’espressione dei nostri geni, espressione del nostro potenziale, è condizionata dall’influsso degli ormoni da stress che sono adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Sotto loro effetto l’organismo umano è sempre in posizione di lotta (guerra), fuga e/o desiderio di nascondersi. Questo crea orientamento dei geni verso la violenza, la paura e l’aggressività, tutti comportamenti che consumano tanta energia vitale e favoriscono la distruzione. L’essere umano da millenni vive assuefatto dagli effetti degli ormoni da stress e (in)consapevolmente si espone alle malattie e ai conflitti (piccoli e grandi).

Ciecamente si cerca di trovare la pace con la guerra, d’occuparsi della salute creando le assicurazioni per i malati e d’incontrare l’amore giudicando. Approcci dove tutti i comportamenti sono ancora condizionati dai primi tre centri energetici (chakras) e dall’amigdala (cervello primitivo), rimasti in stato d’emergenza di sopravvivenza perenne. Un trauma collettivo!

Ora bisogna cambiare questo paradigma e riprogrammare la memoria collettiva ancestrale, senza negarla, cominciando da se stessi.

Via visionaria della vita

Accogliere il passato come risorsa
Guardare al futuro come un potenziale inestimabile 
Vivere il presente con profonda gratitudine

Resilienza Apertura Benevolenza

Si, bisogna cambiare il modo di pensare, bisogna cambiare le credenze millenarie, scoprire l’essenza del proprio potenziale e le condizioni nelle quali questo potenziale può esprimersi al meglio. Possediamo un’immensa quantità d’informazioni e delle capacità ma ci manca la giusta saggezza per riuscire a utilizzarle in maniera appropriata.
Il primo semplice passo da fare sarebbe di ritrovare la gratitudine.

La gratitudine spalanca le porte del proprio potenziale iniziale. Fa vivere con stupore e meraviglia la vera essenza, riduce i bisogni e aumenta la forza. Permette di vivere pienamente non solo con sé stessi ma anche in completa armonia con l’ambiente circostante che garantisce le condizioni per la salvaguardia della vita (la natura, le persone). La profonda gratitudine all’interno dell’organismo ottimizza le condizioni di salute e longevità producendo delle sostanze chimiche; neurotrasmettitori e ormoni come la serotonina, la melatonina, la dopamina e l’ossitocina, le condizioni ideali per l’espressione massima del potenziale iniziale. La pace, l’amore e il riconoscimento che si susseguono colmano l’essere di vita, creano sinergia e danno forza. Calmano il respiro, sincronizzano il battito cardiaco e le onde cerebrali aprendo le porte verso le capacità straordinarie d’unione e di guarigione. Un senso dell’esistenza che va oltre alla sopravvivenza fisica e alle capacità guerriere in cui siamo rimasti prigionieri.

La gratitudine e l’amore trovano lo spazio solo nel presente, nell’attimo fuggente, riempiendolo, lo rendono eterno.